Quando il bambino era bambino...

...se ne andava a braccia appese. Voleva che il ruscello fosse un fiume, il fiume un torrente, e questa pozza il mare. Quando il bambino era bambino, non sapeva d'essere un bambino. Per lui tutto aveva un'anima, e tutte le anime erano tutt'uno. Quando il bambino era bambino, su niente aveva un'opinione. Non aveva abitudini. Sedeva spesso a gambe incrociate, e di colpo sgusciava via. Aveva un vortice tra i capelli, e non faceva facce da fotografo. Quando il bambino era bambino...

Saturday, September 23, 2006

 
Ho passato la serata con Glenn Gould, e tra poco mi guarderò Le due inglesi di Truffaut. Dopo l'abbuffata sociale degli ultimi tempi, kebab, ristorante giapponese, pakistano, cinema in settimana, oggi ho passato una giornata chiuso in casa, come una volta. Tuttavia non ne sentivo il bisogno, e me ne sarei volentieri andato a spasso, a trovare qualche amico, una cosa che da un po' di tempo mi piace molto fare, e in questo la macchina mi ha dato un'indipendenza prima impensabile. Intanto, nel laboratorio è arrivata una giovane ragazza con cui ho legato molto e da subito. Fidanzata, chiaramente. Mi è subito piaciuta e sono stato così spettacolare che di me dev'essersi fatta l'impressione di un gran simpaticone. La faccio ridere tanto, questo è vero. E mi racconta, e la ascolto con piacere, cosa fa la sera, cosa guarda alla televisione. I Cesaroni, CSI, OC, il Dottor House. Io che non ho la televisione da anni, ascolto, e immagino. Carpisco le trame dai racconti degli amici. Ma nonostante tutta la buona volontà, non riesco a immaginarmi la famiglia di Claudio Amendola (ai miei tempi faceva parti da picchiatore) come qualcosa di molto distante da Un medico in famiglia. Eppure a lei piacciono queste storie, si appassiona, e mi ha confessato che quando le cose vanno male, piange. Sono fondamentalmente curioso, mi piace ascoltare i racconti delle persone. Ascolto i racconti come manifestazioni del suo mondo interiore, dei sentimenti che agitano questa giovane donna. Accorgermi come d'incanto che il mondo è pieno di persone interessanti è stata una bella rivoluzione, che ha avuto come punto di partenza, un po' inaspettatamente, il desiderio di conoscere ragazze, di interagire con loro. Ai tempi del liceo ero fissato su un ideale di bellezza irraggiungibile, adesso la mia curiosità è tale che ogni ragazza diventa un essere prezioso, di cui sono curioso di conoscere meglio il punto di vista, la vita che fa, le cose di tutti i giorni. C'è molta bellezza anche in questo. Ormai sono sicuro che sia questa la cosa migliore, ho passato la giovinezza arroccato sulle mie assurde pretese culturali, come cercare persone con cui parlare del Decalogo di Kieslowski, e non ne trovavo molte, in un momento in cui comunicare è fondamentale. Da un lato, una televisione che manda in onda solo fiction dà come risultato naturale una ragazza che quattro sere la settimana, tornata a casa, impiega le poche ore libere davanti alla televisione, e un po' di tristezza questo me la mette, è chiaro che la distribuzione della cultura un po' è cambiata rispetto a quando avevo io la sua età, ci sono meno cose diverse, tutto è appiattito su un modello e trovare cose interessanti è molto difficile. Una volta, almeno la notte, qualcosa c'era, e con pazienza e videoregistratore, potevo soddisfare la mia voracità, questa insopprimibile tensione alla cultura che mi ha portato ad ammassare una gran quantità di informazioni, pur crescendo in un luogo decentrato e in una famiglia normale. Contano le persone incontrate, e in questo ho avuto molta fortuna. Temo invece che ora sia molto difficile, per un giovane, anche solo sapere che certe cose esistono, basta entrare nei centri commerciali: sempre aperti, comodi, c'è tutto, tutto quello che vogliono farti vedere; quello che non si trova lì, non esiste. Dall'altro lato, interessarmi della trama dei Cesaroni è un altro modo per imparare a comunicare con gli altri: mi è sempre dispiaciuto non saper cosa dire ai bambini, semtirmi in imbarazzo anche quando non era assolutamente necessario, quando, lasciato un momento con un bambino, non sapevo cosa dire... quando si parla con un bambino bisogna per forza di cose rimanere terra terra, parlare di cose semplici e comprensibili: una cosa che finchè anelavo a leggere solo grandi pensatori, mi riusciva impensabile, anche per la mia timidezza. E tuttavia, non si può certo dire che parlare con un bambino sia meno importante, anzi, dice così tante cose, solo a saperle leggere, è la vita che si manifesta... (foto: l'isola di San Giulio, dal motoscafo navetta che torna a Orta, il giorno di ferragosto)

Comments:
Ciao carissimo,
il tuo post mi ha molto colpita oggi. Capisco il senso di gioia e l'interesse nello scoprire la bellezza in tutte le persone che ci sono intorno, e parallelamente, il desiderio di comunicare su un livello piu' profondo, di cose a noi davvero care. Penso che sia bello riuscire a fare entrambe le cose.. se non ci fossero persone con cui parlare del Decalogo, nella nostra vita, qualcosa mancherebbe. :) Il mio tentativo a volte e' di parlare proprio di cose tipo il Decalogo anche a persone che non penserebbero magari di esserne interessate, in partenza.. ma alla fine, penso, c'e' un lato poetico in tutti. :)
 
caro Misterdà... questo post mi è piaciuto tantissimo. è stato come leggerti dentro. davvero. e mi piace un sacco il misterdà timido e riflessivo che mi apre la porta della sulla sua vita interiore. mi piace proprio ... ti si può abbracciare ?
 
Mai letto "Il lupo della steppa" di Ermanno Esse? Sembri uscito da quel libro ;) ...solo che il protagonista non era così porco, ahahah! O forse no, non mi ricordo bene io e si ingroppa la giovine, boh.
 
Ho passato domenica sera in compagnia di Glenn Gould.. Se ti capita "Glenn Gould. Hereafter" di Bruno Monsaingeon. Una produzione Franco Canadese del 2006.
Rossella

http://ross.blog.excite.it
 
cara chemcookit ;)
io per anni mi sono interessato solo a persone con cui trovavo queste affinità elettive: stessi libri, stessi film... poi gradualmente hanno inizato ad incuriosirmi le persone, e mi sono reso conto che la mia 'barriera all'ingresso' mi aveva precluso molte esperienze. in questo momento la mia conclusione è che le esperienze, sociali e affettive, sono talmente fondamentali che quando me ne si presenta la possibilità tutto il resto rimane sullo sfondo; certo, quando trovassi anche una persona con cui condividere certi film, libri,... sarebbe...

blondi ;)))
innanzitutto: fai delle foto bellissime, la casa nel bosco, le quattro gambe che guardano giù dalla montagna... un abbraccio te lo devo io, se non avessi insistito perchè aprissi un blog, un blog 'serio', chissà quando mai. mi lascio ancora troppo prendere dai ricordi, mi piace vedere il passato come dietro un vetro, un po' sbiadito ma caldo. non è molto positivo, questo. però mi fa molto piacere leggere i commenti :)

zeuse: mai letto! anvedi che consigli letterari... dopo i prohilax, esse! lessi il famoso siddharta, regalatomi per il compleanno da una compagna di corso che mostrava interesse nei miei confronti... si sposa questo fine settimana.

ross: ciao! :) ho visto diverse cose dirette da Monsaingeon, l'inizio di Richter-the enigma è una di quelle cose che metto quando voglio tirarmi su il morale :)
 
Scopro solo ora questo blog...casualmente, mentre sto per aprire un nuovo mio blog.
Post belli, foto suggestive.
Tornerò
 
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