Aah, che buoni i noodles al granchio. D'altronde dovevo pur inventarmi qualcosa, l'altra sera al supermercato mancavano due ingredienti essenziali, il salmone della "Uno" (l'unico che mi permetta di comperare, dato che costa pochissimo), e anche i cavoli broccoli; così se ne vanno metà delle mie ricette, le penne panna e salmone e anche la pasta broccoli e acciughe. Come ripiego ho preso una curiosa "Mexican salsa delicata" che non ho ancora capito come impiegherò; dovrebbe potersi mettere sulla pasta, e allora siamo a cavallo. Lo scaffale del latte di soia era vuoto, una maledizione. Mancava anche la mia cassiera preferita, in compenso mi sono messo in coda dietro una bella fanciulla che poi sono diventate tre: una con capelli corti, neri e anellino al labbro e un'altra con capelli lunghi neri erano spettacolari, la terza, orientale e butterata, meno. Parlavano un inglese molto stretto e avevano comperato di tutto: probabilmente acquisti olimpici. Dopo un tentativo miseramente fallito di raccogliere un cdr caduto dal loro carrello, sono riuscito a farmi avanti con quella coi capelli corti che cercava le borse di plastica: "you can ask HER" - indicando la cassiera - "for plastic bags?" - "YES!", ha invece scelto borse di carta che si sono rotte mentre si allontanavano. Ridevano, beate loro. Dopo essermi mangiato la pizza capricciosa comperata al supermercato, mi sono dedicato al mio rimedio contro il raffreddore: a differenza di chi usa il peperoncino, io faccio inalazioni. Verso dell'acqua bollente (proprio messa a bollire) in una vaschetta con del bicarbonato, e mi ci metto sopra con un asciugamano che convogli il vapore al mio volto, e impedisca di uscire. L'escursione termica è fortissima, subito viene da tossire, ma dopo cinque minuti di inalazioni ci si sente rinascere, è una specie di sauna in miniatura. La prima volta che il mio coinquilino mi vide così conciato in cucina cacciò un urlo...



La mia prof di matematica in prima liceo raccontava che la prima cosa che facevano, lei e i suoi compagni, appena trovato un dizionario, era di andare a cercare le parolacce, e allora non mi sono fatto pregare; ne vengono fuori definizioni e gesti decisamente curiosi.

Dopo la tappa obbligata all'ormai celebre Museo Peck per la delizia dei sensi, la libreria Hoepli conferma la capacità di Owfax di fungere da attrattore per gli individui più bizzarri: un cliente, con la scusa di chiedergli consigli libreschi "sa, io sto tentando di elementarizzare la matematica, anzi se ha una penna le faccio vedere, a chi possiamo chiedere una penna?", O.: "scusi, a dire la verità dobbiamo andare". Siparietto di prammatica alla fnac, davanti alla videocamera che ci inquadrava, tentando anche di realizzare un filmino della cosa, e concludendo con una terrificante foto di gruppo. Ritorno in treno, con cena a base di panini al tonno e maionese che gettano nella costernazione Josh, noto buongustaio. Al ritorno ci accoglie una stazione ferita dagli scavi, a quindici giorni dall'olimpiade... già normalmente è difficile circolare per gli abitanti, con quell'afflusso straordinario sarà un disastro, faremo una figuraccia internazionale e passerà del tempo, prima che affidino un'altra edizione all'Italia. Intanto la facciata posteriore di Palazzo Carignano si specchia nelle nuove vasche di acqua calda corrente, mah.
Ma tu non hai mai problemi di linea? Oggi pomeriggio cinque fettine di lardo sul pancarrè, cinque minuti nel forno, mmh che buono. Stasera pasta al tonno e alle olive, ma non ha più lo stesso gusto, chissà se sbaglio qualcosa io nella ricetta, o se sono gli ingredienti. Magari sono le olive del GS, a volte questi prodotti cambiano gusto così da un momento all'altro, come le crostatine al cioccolato che erano buonissime e adesso sono troppo dolci. Eppure sono le uniche olive che riesco a spaccare con le dita, prima di farle passare sotto l'acqua bollente e buttarle in padella col tonno. Non riesco a togliermi dalla testa Michel Petrucciani che suona September Second a Stoccarda nel 1998, quell'inizio ostinato alla mano sinistra, cosa riesce a fare con quella mano, poi entra la destra e l'accompagnamento diventa morbido, felpato... non ci sono due battute uguali, è un incredibile esercizio intellettuale questo pianista, poi quelle digressioni in maggiore, il culmine ossessivo con il batterista Steve Gadd, e alla fine quella nota grave al piano. E c'è un altro brano nel video, Guadelupe, ancora più strabiliante, in cui Petrucciani per tutto il primo minuto fa musica solo con la mano destra, e lo stesso il ritmo è così trascinante che sembra mettersi a ballare, lui, sul seggiolino. E io ricordo, quest'estate in collegio solo noi due, con la finestra aperta su quel palazzo in cantiere e il profumo della sera, preparava da mangiare. Chiacchieravamo, e sembra passato così tanto tempo.
Uno di questi lavori mi tenta molto.
C'è il Decalogo di Kieslowski in edicola ("Ciak" Cult Movie). Solo audio italiano, e sottotitoli opzionali in italiano; e poi, con la vecchia schermata con la dicitura del comandamento in testa ad ogni episodio, non prevista da K.; ma sono pur sempre due dvd con i primi sei episodi a meno di tredici euro. Se non lo avete in una versione migliore, precipitatevi. Sarebbe bello, se il fatto di uscire a basso prezzo in edicola facesse incontrare quest'opera devastante a chi altrimenti non l'avrebbe magari conosciuta. Oggi, giornata in viaggio per la splendida Val d'Aosta innevata, sul treno. Alla stazione, mi sono intravisto di sfuggita nel finestrino di un treno fermo, e sul momento non mi sono riconosciuto, lenti a contatto, pizzetto, capelli rasati. Mi dicono che sembro ingrassato. A me è sembrato di vedere un estraneo... Al ritorno, tre ragazze con gli sci si siedono vicino a me. Per un po' mi sono chiesto come inserirmi nei loro discorsi, una battuta, qualcosa... ma non erano di fronte a me, e questa è già una difficoltà, e poi sono capace di attaccare discorso (e portarlo avanti :) con una persona, tre giovani ragazze vocianti sono molto più difficili da gestire. Così alla fine ho desistito dal continuare la mia cena e ho fatto finta di addormentarmi. Ad un certo punto sento nel discorso: "Shhh! che il signore dorme!"... a casa, guardo Pogorelich suonare la terza Suite Inglese di Bach. E' una delle prime cose che ho avuto di Glenn Gould, assieme alla quinta. Un giorno alla scuola di musica, un ragazzo era al telefono, entra nella stanza in cui eravamo io e un altro allievo della mia insegnante, e chiede per scherzo: dai, mi suonate qualcosa di Bach per la mia amica al telefono? e quello si siede e attacca la terza Suite Inglese, uno dei più famosi incipit bachiani. L'ho invidiato, molto. E' ora di ricominciare, trent'anni non sono poi molti...
La gentilissima Blondi mi invita ad indicare le mie cinque stranezze preferite...
E' il due di un nuovo anno, ogni volta cerco di iniziare da capo ma poi è sempre stato lo stesso. Stasera sono di malumore e, tanto per cambiare, scrivo qui. Anche se poi a leggere questo blog non viene voglia di incontrarmi, mentre a leggere quello che scrivevo su usenet, sì. Il fatto che a dirmelo sia chi già mi conosce di persona, fa sembrare questa cosa ancora più paradossale. Significa che non ho un buon rapporto con le arti sociali, che non sono bravo a conquistare la gente. Le persone che chiamano in momenti della giornata in cui sono sereno e propositivo verso il futuro mi richiamano, chi mi trova quando sono giù si lascia spaventare. Eppure qualcuno resiste, ma così sto imparando a non essere più sincero, a mentire arbitrariamente, ad ingannare l'intelligenza dei miei interlocutori. Spesso vorrei prendere i miei ragionamenti che portano a risultati così poco condivisibili e smontarli, per cercare di capire dove sono sbagliati. Più visito le sezioni di job recruitment delle grandi compagnie più mi sento a disagio, sbagliato, tutto sbagliato. Il trionfo della retorica, ma dove sono finito... Eppure di sicuro non sono il solo a percepire così questa realtà, e immagino che alla fine ci si ritrovi un po' tutti a cercare di stare il più possibile a galla, mentre tutto, attorno, tenderebbe a farti affondare. A cercare il meno peggio, qualcosa che permetta di andare avanti. Butto via occasioni importanti di stare con le persone che apprezzo, per l'incapacità di gestire più cose contemporaneamente. Alla fine, oggi mi sono sentito sereno solo mentre guardavo Oistrakh e Rostropovich suonare il Concerto Doppio di Brahms, in un live del 1965 dalla Royal Albert Hall. Chissà perchè, mi è piaciuto così tanto. Eppure, anche lì c'è tanta convenzionalità, e io non so più a cosa tendere veramente. Ogni volta devo cercare di ripartire da qualcosa, ma a volte mi chiedo, da che cosa. Non mi scuso per quello che scrivo, solo perchè sarebbe oltremodo ridicolo. Buon anno.November 2005 December 2005 January 2006 February 2006 March 2006 April 2006 May 2006 June 2006 August 2006 September 2006 October 2006 January 2007 October 2007 December 2007 March 2008 October 2008