Quando il bambino era bambino...

...se ne andava a braccia appese. Voleva che il ruscello fosse un fiume, il fiume un torrente, e questa pozza il mare. Quando il bambino era bambino, non sapeva d'essere un bambino. Per lui tutto aveva un'anima, e tutte le anime erano tutt'uno. Quando il bambino era bambino, su niente aveva un'opinione. Non aveva abitudini. Sedeva spesso a gambe incrociate, e di colpo sgusciava via. Aveva un vortice tra i capelli, e non faceva facce da fotografo. Quando il bambino era bambino...

Tuesday, January 31, 2006

 
Aah, che buoni i noodles al granchio. D'altronde dovevo pur inventarmi qualcosa, l'altra sera al supermercato mancavano due ingredienti essenziali, il salmone della "Uno" (l'unico che mi permetta di comperare, dato che costa pochissimo), e anche i cavoli broccoli; così se ne vanno metà delle mie ricette, le penne panna e salmone e anche la pasta broccoli e acciughe. Come ripiego ho preso una curiosa "Mexican salsa delicata" che non ho ancora capito come impiegherò; dovrebbe potersi mettere sulla pasta, e allora siamo a cavallo. Lo scaffale del latte di soia era vuoto, una maledizione. Mancava anche la mia cassiera preferita, in compenso mi sono messo in coda dietro una bella fanciulla che poi sono diventate tre: una con capelli corti, neri e anellino al labbro e un'altra con capelli lunghi neri erano spettacolari, la terza, orientale e butterata, meno. Parlavano un inglese molto stretto e avevano comperato di tutto: probabilmente acquisti olimpici. Dopo un tentativo miseramente fallito di raccogliere un cdr caduto dal loro carrello, sono riuscito a farmi avanti con quella coi capelli corti che cercava le borse di plastica: "you can ask HER" - indicando la cassiera - "for plastic bags?" - "YES!", ha invece scelto borse di carta che si sono rotte mentre si allontanavano. Ridevano, beate loro. Dopo essermi mangiato la pizza capricciosa comperata al supermercato, mi sono dedicato al mio rimedio contro il raffreddore: a differenza di chi usa il peperoncino, io faccio inalazioni. Verso dell'acqua bollente (proprio messa a bollire) in una vaschetta con del bicarbonato, e mi ci metto sopra con un asciugamano che convogli il vapore al mio volto, e impedisca di uscire. L'escursione termica è fortissima, subito viene da tossire, ma dopo cinque minuti di inalazioni ci si sente rinascere, è una specie di sauna in miniatura. La prima volta che il mio coinquilino mi vide così conciato in cucina cacciò un urlo...

Friday, January 27, 2006

 
Quei vasconi di acqua bollente tra Palazzo Carignano e la Biblioteca Nazionale permettono dei giochi di luce davvero belli... peccato che avesse quasi finito di nevicare...





Tuesday, January 24, 2006

 
Se ne sono accorti anche loro...



Monday, January 23, 2006

 
Le scoperte migliori avvengono sempre per caso. Leggo da pachuka una parola dal significato a me incerto, e la curiosità mi porta a questo link.

La mia prof di matematica in prima liceo raccontava che la prima cosa che facevano, lei e i suoi compagni, appena trovato un dizionario, era di andare a cercare le parolacce, e allora non mi sono fatto pregare; ne vengono fuori definizioni e gesti decisamente curiosi.



Sunday, January 22, 2006

 
Giungemmo infine io e Josh nella grande metropoli, ove ci attendeva Owfax, per condurci, da perfetto cicerone, nei luoghi più caratteristici, come il Pizzarito di Via Verdi; io avrei preferito via Montenapoleone, ove si descrive il pullulare di meravigliose fanciulle, ma a questa mia pretesa egli ha sorriso bonariamente, con aria superiore. La generosità delle porzioni (pizza 4stagioni io, bucatini all'amatriciana Josh e insalata Owfax) non ci ha impedito di chiacchierare molto piacevolmente. Io, nella mia ignoranza, ascoltavo, muto testimone di questi due moderni filosofi peripatetici.

Dopo la tappa obbligata all'ormai celebre Museo Peck per la delizia dei sensi, la libreria Hoepli conferma la capacità di Owfax di fungere da attrattore per gli individui più bizzarri: un cliente, con la scusa di chiedergli consigli libreschi "sa, io sto tentando di elementarizzare la matematica, anzi se ha una penna le faccio vedere, a chi possiamo chiedere una penna?", O.: "scusi, a dire la verità dobbiamo andare". Siparietto di prammatica alla fnac, davanti alla videocamera che ci inquadrava, tentando anche di realizzare un filmino della cosa, e concludendo con una terrificante foto di gruppo. Ritorno in treno, con cena a base di panini al tonno e maionese che gettano nella costernazione Josh, noto buongustaio. Al ritorno ci accoglie una stazione ferita dagli scavi, a quindici giorni dall'olimpiade... già normalmente è difficile circolare per gli abitanti, con quell'afflusso straordinario sarà un disastro, faremo una figuraccia internazionale e passerà del tempo, prima che affidino un'altra edizione all'Italia. Intanto la facciata posteriore di Palazzo Carignano si specchia nelle nuove vasche di acqua calda corrente, mah.


Thursday, January 19, 2006

 
Ma tu non hai mai problemi di linea? Oggi pomeriggio cinque fettine di lardo sul pancarrè, cinque minuti nel forno, mmh che buono. Stasera pasta al tonno e alle olive, ma non ha più lo stesso gusto, chissà se sbaglio qualcosa io nella ricetta, o se sono gli ingredienti. Magari sono le olive del GS, a volte questi prodotti cambiano gusto così da un momento all'altro, come le crostatine al cioccolato che erano buonissime e adesso sono troppo dolci. Eppure sono le uniche olive che riesco a spaccare con le dita, prima di farle passare sotto l'acqua bollente e buttarle in padella col tonno. Non riesco a togliermi dalla testa Michel Petrucciani che suona September Second a Stoccarda nel 1998, quell'inizio ostinato alla mano sinistra, cosa riesce a fare con quella mano, poi entra la destra e l'accompagnamento diventa morbido, felpato... non ci sono due battute uguali, è un incredibile esercizio intellettuale questo pianista, poi quelle digressioni in maggiore, il culmine ossessivo con il batterista Steve Gadd, e alla fine quella nota grave al piano. E c'è un altro brano nel video, Guadelupe, ancora più strabiliante, in cui Petrucciani per tutto il primo minuto fa musica solo con la mano destra, e lo stesso il ritmo è così trascinante che sembra mettersi a ballare, lui, sul seggiolino. E io ricordo, quest'estate in collegio solo noi due, con la finestra aperta su quel palazzo in cantiere e il profumo della sera, preparava da mangiare. Chiacchieravamo, e sembra passato così tanto tempo.

Wednesday, January 18, 2006

 
Uno di questi lavori mi tenta molto.

Pubblico esercizio ricerca APPRENDISTA POMPISTA.
Mansioni: erogazione carburante. Luogo di lavoro:
Villanova d'Asti. Orario di lavoro: tre turni
6/14 14/22 22/6.

Panetteria cerca APPRENDISTA PANETTIERE.
Mansioni: preparazione pane, dosaggio farina,
acqua, lievito, sale e cottura. Luogo di lavoro:
Asti. Tipo di rapporto: Tempo determinato Pieno.
Orario di lavoro: dalle 2.00 alle 8.00 del mattino,
da lunedì a domenica.

Azienda del settore: produzione deodoranti per la
casa cerca ADDETTI/E ALLE LINEE DI PRODUZIONE
TAVOLETTE WC e ADDETTI/E LINEE CONFEZIONAMENTO
indisp. mobilità; pat. b, mezzo proprio, turni
diurni, tempo det.

Sunday, January 08, 2006

 

Thursday, January 05, 2006

 
C'è il Decalogo di Kieslowski in edicola ("Ciak" Cult Movie). Solo audio italiano, e sottotitoli opzionali in italiano; e poi, con la vecchia schermata con la dicitura del comandamento in testa ad ogni episodio, non prevista da K.; ma sono pur sempre due dvd con i primi sei episodi a meno di tredici euro. Se non lo avete in una versione migliore, precipitatevi. Sarebbe bello, se il fatto di uscire a basso prezzo in edicola facesse incontrare quest'opera devastante a chi altrimenti non l'avrebbe magari conosciuta. Oggi, giornata in viaggio per la splendida Val d'Aosta innevata, sul treno. Alla stazione, mi sono intravisto di sfuggita nel finestrino di un treno fermo, e sul momento non mi sono riconosciuto, lenti a contatto, pizzetto, capelli rasati. Mi dicono che sembro ingrassato. A me è sembrato di vedere un estraneo... Al ritorno, tre ragazze con gli sci si siedono vicino a me. Per un po' mi sono chiesto come inserirmi nei loro discorsi, una battuta, qualcosa... ma non erano di fronte a me, e questa è già una difficoltà, e poi sono capace di attaccare discorso (e portarlo avanti :) con una persona, tre giovani ragazze vocianti sono molto più difficili da gestire. Così alla fine ho desistito dal continuare la mia cena e ho fatto finta di addormentarmi. Ad un certo punto sento nel discorso: "Shhh! che il signore dorme!"... a casa, guardo Pogorelich suonare la terza Suite Inglese di Bach. E' una delle prime cose che ho avuto di Glenn Gould, assieme alla quinta. Un giorno alla scuola di musica, un ragazzo era al telefono, entra nella stanza in cui eravamo io e un altro allievo della mia insegnante, e chiede per scherzo: dai, mi suonate qualcosa di Bach per la mia amica al telefono? e quello si siede e attacca la terza Suite Inglese, uno dei più famosi incipit bachiani. L'ho invidiato, molto. E' ora di ricominciare, trent'anni non sono poi molti...

Tuesday, January 03, 2006

 
La gentilissima Blondi mi invita ad indicare le mie cinque stranezze preferite...
1) A casa dei miei, quando ci siamo tutti, io, mio padre e mia madre mangiamo con una ben precisa disposizione in senso orario; quando ci siamo io e lei, io prendo il posto di mio padre, mentre quando siamo io e lui, lui prende il posto di mia madre e io il suo.
2) Amo mangiare davanti al pc tenendo il piatto in mano, a volte digito con le dita libere e ancora pulite, in genere i mignoli (e più di una volta durante queste operazioni mi si è rovesciato il brodo sui pantaloni), perchè odio sporcare le cose; specialmente i cd, tengo sempre le custodie solo lungo il bordo per non lasciare ditate sulla custodia, a volte per questo motivo cadono per terra e si rovinano irrimediabilmente. Quando masterizzo un cd prima riavvio il pc, e nel mentre non faccio nulla, una volta non entravo neppure nella stanza per non provocare vibrazioni nel pavimento; sono paranoico anche riguardo alla marca dei cd, arrivo a fare parecchi chilometri per cercare quelli che dico io.
3) Conservo tutta la posta degli ultimi due anni in file di testo di circa un mega l'uno, il che significa per ogni mail che invio, anche la più insignificante, copiaincollare separatamente indirizzo, oggetto, data, corpo del messaggio ed eventuali allegati; quando mi hanno regalato il cellulare avevo iniziato a farlo anche con gli sms, poi ho lasciato perdere, ora trascrivo solo quelli importanti.
4) Da quando da piccolo ho visto un palazzo frazionato in due da un'esplosione, controllo sempre il gas prima di andare a dormire e prima di uscire, più e più volte, con varie permutazioni sulle quattro manopole (che durante l'operazione identifico come le quattro Sinfonie di Brahms: inizio dalla combinazione 1 - 2- 3 - 4, poi 2 - 3 - 4 - 1, poi 4 - 3 - 2 - 1, ...).
5) Odio i bar e luoghi di aggregazione come le discoteche, non parliamo di privé, pr e buttafuori. Vado in un bar solo se non posso rifiutare, e se mi offrono qualcosa in genere rispondo "no, grazie" (poi a volte me ne pento, ma ho già risposto di default). Se sono costretto a prendere qualcosa nicchio e al massimo prendo un caffè (che altrimenti non bevo) o una tazza di thé, che sorseggio con parsimonia (salvo qualche lodevole eccezione :).
Io estenderei il gioco alle persone che mi conoscono, che sono invitate nei commenti a sbizzarrirsi senza ritegno e scrivere le cose che trovano strane del mio comportamento, e di cui magari io non mi rendo conto. Non abbiate paura, parlate pure di qualsiasi cosa: non mi offendo per niente :) e passo il gioco alla colonnina dei link in basso...

Monday, January 02, 2006

 
E' il due di un nuovo anno, ogni volta cerco di iniziare da capo ma poi è sempre stato lo stesso. Stasera sono di malumore e, tanto per cambiare, scrivo qui. Anche se poi a leggere questo blog non viene voglia di incontrarmi, mentre a leggere quello che scrivevo su usenet, sì. Il fatto che a dirmelo sia chi già mi conosce di persona, fa sembrare questa cosa ancora più paradossale. Significa che non ho un buon rapporto con le arti sociali, che non sono bravo a conquistare la gente. Le persone che chiamano in momenti della giornata in cui sono sereno e propositivo verso il futuro mi richiamano, chi mi trova quando sono giù si lascia spaventare. Eppure qualcuno resiste, ma così sto imparando a non essere più sincero, a mentire arbitrariamente, ad ingannare l'intelligenza dei miei interlocutori. Spesso vorrei prendere i miei ragionamenti che portano a risultati così poco condivisibili e smontarli, per cercare di capire dove sono sbagliati. Più visito le sezioni di job recruitment delle grandi compagnie più mi sento a disagio, sbagliato, tutto sbagliato. Il trionfo della retorica, ma dove sono finito... Eppure di sicuro non sono il solo a percepire così questa realtà, e immagino che alla fine ci si ritrovi un po' tutti a cercare di stare il più possibile a galla, mentre tutto, attorno, tenderebbe a farti affondare. A cercare il meno peggio, qualcosa che permetta di andare avanti. Butto via occasioni importanti di stare con le persone che apprezzo, per l'incapacità di gestire più cose contemporaneamente. Alla fine, oggi mi sono sentito sereno solo mentre guardavo Oistrakh e Rostropovich suonare il Concerto Doppio di Brahms, in un live del 1965 dalla Royal Albert Hall. Chissà perchè, mi è piaciuto così tanto. Eppure, anche lì c'è tanta convenzionalità, e io non so più a cosa tendere veramente. Ogni volta devo cercare di ripartire da qualcosa, ma a volte mi chiedo, da che cosa. Non mi scuso per quello che scrivo, solo perchè sarebbe oltremodo ridicolo. Buon anno.

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