Ho fatto bene a vedere "David Oistrakh: Artist of the People?". Quanta umanità in questo musicista e nelle testimonianze dei musicisti che hanno lavorato con lui. L'orgoglio di fare musica in tempi così difficili, ricostruiti così bene attraverso le interviste. L'umiltà di Rozhdestvensky. Tanta musica, che emozione il concerto di Sibelius. Ascoltare una conversazione tra Shostakovich e Oistrakh l'indomani della prima del secondo Concerto, quanta stima reciproca. E quanta voglia di vivere. Che bello, sono cose che mi riconciliano con la vita. Le mie riflessioni cupe di poco fa mi sembrano così poca cosa. (foto: il lago di Mergozzo un paio di settimane fa)
Tra una cosa e l'altra, dopo la laurea ho messo su una discreta pancetta, e sto cercando di porvi rimedio andando a correre spesso, la sera, e cercando anche qualche alternativa ai soliti piatti a base di pasta. Stavolta, tornato dalla corsa, è stato il turno della carne macinata, un pacchetto da 350 g da cui ho ricavato tre svizzere, da cuocere nell'olio d'oliva; la ricetta originale del maestro Sarrasani, che una sera mi vidi arrivare a casa per una delle nostre serate di ascolti con mezzo chilo di tritata sottobraccio, vorrebbe anche un po' di burro, che non avevo; e poi, come tocco finale, una bella spalmata di senape. Questa volta avevo fatto le cose in grande, avendo finito il vasetto di senape del GS (0.65 euro) ne ho presa una molto più costosa (1.12 euro), che aveva il vantaggio di essere in vendita in due qualità: forte e delicata (quella del GS, invece, solo forte). Ho scelto la delicata, ma sinceramente non avvertivo differenze, anzi avendo abbondato sulle svizzere mi sembrava comunque forte (chissà come sarà la qualità forte deluxe). Visto che ero in vena di cambiamenti, poi, mi sono messo in testa di cucinare, come contorno, dei fagioli (non ne mangiavo da anni): ho preso una lattina da 250 g di quelli bianchi grossi, li ho scolati, e ho cercato qualche ricetta su google (vi raccomando il sito "fagioli.it", soprattutto la sezione "Fagioli nel mondo"; ma anche il sito della "Fagioli Gomme" :); in ossequio ad una ricetta che mi sembrava più semplice delle altre, ho soffritto mezza cipolla, ho aggiunto i fagioli, un po' di vino bianco e del pepe. A parte il pepe che era un po' troppo, i fagioli sapevano di niente, contorno decisamente da rivedere. Comunque ho spazzolato tutto, e temo di non averci guadagnato granchè in termini di calorie. E' un piatto tutto sommato veloce da cucinare; però i fagioli sono molto asciutti e non vanno con le svizzere, penso che stanotte starò su fino alle due prima che si smuova qualcosa. Ne approfitterò per vedere un documentario sul violinista David Oistrakh che mi ha prestato un amico. Il regista è Bruno Monsaintgeon, già autore del commovente film sul pianista Sviatoslav Richter e dell'incisione di Glenn Gould delle Variazioni Goldberg nel 1981, poco prima che morisse (in effetti, anche Richter morì durante la registrazione del documentario...). Il fine settimana che immaginavo non avrà luogo, e la comunicazione tra noi è sempre più rara. Sparisce, si fa sentire a tratti. Tutto già visto, e del resto anche previsto nelle nostre chiacchierate, solo che quando si verifica non è bello lo stesso. Mi spiace, ma non riesco a pensare che le relazioni possano durare. C'è un arco temporale, atteso, prevedibile: inizio, tanto entusiasmo, conoscenza, noia, fine. E' normale che noi uomini, di fronte all'assoluta imprevedibilità dell'animo femminile, ci disorientiamo e cerchiamo quello che non troviamo in voi, in altre. E' un meccanismo di difesa che viene spontaneo persino a me, che da questa relazione ho ricevuto solo del bene: dev'essere una conseguenza naturale della differenza di aspettative e di sensibilità tra uomo e donna. Non arrabbiatevi: è il nostro modo di piangere. (foto: il lungoPo venerdì mattina).
Sono giorni solitari questi, in cui riscopro le cose che facevo quando non avevo una compagnia femminile. Dovevo pur passarlo il tempo in qualche modo, mi dico... oltretutto, non mi sembrava di annoiarmi. Almeno ho il tempo di riflettere, in questo ultimo anno e mezzo grazie alle amicizie create grazie alla rete e consolidate nella vita reale, ho riiniziato a vivere veramente, e i miei interessi si sono lentamente spostati verso le persone. E al culmine di tutto questo è arrivata questa ragazza travolgente. Per un bel po' mi sono sentito come in un flipper, sempre preoccupato di incastrare lo studio, la laurea, i vari impegni tra il tempo che dedicavo a lei, e mi sono così abituato a tutto questo da non sembrarmi più naturale passare una serata da solo. Ora, tra una cosa e l'altra, sono passate due settimane senza vederci, e le sue parole disilluse quando parlava di un possibile nostro futuro assieme mi suonano più pesanti, così all'ultimo invito, tardivo, ad accompagnarla ad una conferenza che non mi interessava assolutamente, ho declinato. Avevo meno entusiasmo di mettermi totalmente in gioco, o forse ero solo stufo di cercare di adattarmi sempre ad una situazione in cui non mi sentivo a mio agio, e stufo di sentirmi dire sempre quelle cose. E così, non ci sentiamo per qualche giorno ancora... sembrerebbe facile tornare indietro, ho sempre riempito la mia solitudine con una marea di interessi, ma in questo fine settimana mi sono di nuovo chiuso in casa come non facevo da molto tempo, e sento di aver bisogno di pensare un po', mi sento meno disponibile, meno elastico... (foto: il tramonto sul lago Maggiore, un pomeriggio di marzo)
Un'estate d'amore, uno dei film di Bergman che amo di più, racconta di una ballerina che in una pausa delle prove del Lago dei cigni di Tchaikowsky si vede recapitare il diario del ragazzo che aveva amato anni prima, e allora prende il battello, attraversa il lago e arriva al posto in cui trascorreva le vacanze anni prima, e si lascia invadere dai ricordi. La si vede svegliarsi, aprire le tendine del piccolo chalet in riva al lago, stiracchiarsi mentre si infila il costume sotto la vestaglia, lavarsi i denti... e mentre prende il sole su una barca a remi, incontra questo ragazzo timido, che sta facendo il bagno con il suo cane. Lui l'aveva già vista ballare, e si trovano subito: sarà un'estate bellissima, di corse sui sassi e di bagni sul lago. La gioia di scoprirsi vicini, il sole che si infrange sull'acqua... io non ho mai visto un'altra rappresentazione così bella dell'estate. Sabato e domenica ero sul mio piccolo lago, e il sole era quello, passeggiavamo ed era tutto così bello, quasi irreale, con i germani che venivano a vedere cosa facevamo.
Il paesino, poi, sembrava fuori dal tempo, così piccolo e fitto di viuzze, e le famiglie che mangiavano nei cortili. Da una finestra si sentiva il suono di un pianoforte, una lunga improvvisazione jazz... sarei rimasto lì delle ore ad ascoltare, ma sembrava non finire mai. Allora ci siamo arrampicati ancora un po' per le vie, e siamo arrivati sul promontorio di fronte, sull'altra sponda del lago.
E lì siamo rimasti per un paio d'ore a chiacchierare, da soli. Un fine settimana bellissimo, insomma, io che la porto a visitare i luoghi della mia infanzia, guidando la mia macchina, che sensazione di libertà. In questo ultimo mese tutto mi è andato bene, le cose si muovono anche dal punto di vista lavorativo, non vedo veramente cosa potrei chiedere di più. (Beethoven, Variazioni Diabelli, Grigory Sokolov) (foto: il lago di Mergozzo, nella splendida giornata di domenica)November 2005 December 2005 January 2006 February 2006 March 2006 April 2006 May 2006 June 2006 August 2006 September 2006 October 2006 January 2007 October 2007 December 2007 March 2008 October 2008