Ogni tanto, quando mi sembra di raggiungere una certa tranquillità, qualcosa di nuovo mi scuote. Stasera sono incappato nel video di un'esecuzione della Suite n.2 dal balletto Romeo e Giulietta eseguita, in quella che sembra una palestra, da un'orchestra universitaria, diretta da un giovane e a me sconosciuto direttore: Charles Latshaw. "La prima volta che ho sentito un'orchestra, ero al liceo. La Russian National Orchestra venne in tuornée nella mia città natale (Toledo, Ohio). Mia madre e io comprammo biglietti all'ultimo momento e trovammo dei posti in prima fila. La prima cosa che suonarono fu Romeo e Giulietta di Prokofiev. Dalla prima nota, mi trovai completamente rapito. Avevo lacrime sul volto, e formicolio ai piedi. Sapevo che questo era quello che avrei voluto fare per il resto della mia vita. Ora, quasi dieci anni dopo, ho finalmente avuto la possibilità di dirigere questo pezzo con la Indiana University Symphony Orchestra. Ho postato tutti e sette i movimenti qui su youtube. Godetevi l'esecuzione. Spero che anche voi possiate essere rapiti per sempre." E' successo anche a me, di dire a me stesso: questo è quello che voglio fare per tutta la vita, o quello che devo fare, almeno una volta, prima di morire. Suonavo il flauto da qualche anno, e ascoltai un diplomando suonare al pianoforte il Preludio della Suite Inglese n.5: ecco, se voglio essere veramente felice, prima o poi devo suonare così. Dicevo, adesso che mi sono laureato mi sembra di essere riuscito a perdonarmi un po', e di aver anche trovato un equilibrio nuovo, la capacità di apprezzare altre cose, l'amicizia delle persone, financo la sublime arte del cazzeggio... e di riuscire da un lato a frenare la dimensione epica in cui vedevo la mia vita da adolescente, e che mi portava ad essere eccessivamente melodrammatico, e dall'altro a compensare l'ironia spietata attraverso cui mi ero abituato a vedermi. Con la sgradevole sensazione che questo equilibrio raggiunto porti con sè, come tutti gli stati stazionari, anche una certa noia... Poi, accadono cose così, leggo sul sito di questo giovane direttore che potrebbe essere mio coetaneo che ha studiato piano, canto e tromba, che è sposato e che "dopo essersi laureato con lode alla Ohio State University, ha insegnato e ispirato studenti di musica in Ohio, Indiana, New Hampshire e Massachusetts." Insegnato e ispirato. Quando il mio insegnante di flauto, la persona a cui devo quasi tutta la mia passione per la musica, mi invitò alla festa per i suoi quarant'anni, avevo appena ricominciato daccapo l'università. Riuscimmo a parlare brevemente, dopo la festa, mentre tornavo in stazione, e quando gli parlai del cambio di facoltà se ne uscì con un "probabilmente la musica non era la tua strada", che, detto da lui che mi conosceva così bene... se c'era una strada, per me, era proprio la musica. E se ancora oggi non mi è per nulla chiaro cosa fare della mia vita, certamente questo ha una sua importanza. Ho soffocato il rimpianto tante volte, fino a credere di averlo superato, fino a convincermi che se non ho combinato nulla è perchè non ne avevo realmente le capacità, perchè mi è mancata la capacità di impormi su mio padre che è sempre stato contrario, e perchè non ho saputo affrontare da solo la frustrazione del meccanico studio quotidiano. Ogni tanto fa bene anche ricordare queste cose, è sorprendente come un po' di apparente tranquillità possa insabbiarle, mentre probabilmente questi conflitti sono alla base di tutti gli altri, più manifesti perchè più recenti, sia con l'augusto genitore che con me stesso, se penso al passato recente mi sono ritrovato a combattere per cose che hanno una frazione dell'importanza che aveva per me la musica, che ironia... è sorprendente come questo argomento sia ancora per me un nervo scoperto, come le preziose tappe verso la maturazione personale dell'ultimo anno, l'affetto di una ragazza, la laurea, il lavoro appartenessero a qualcun altro, e il vecchio io mi chiedesse se stavo forse dormendo, a dimenticarmi delle cose veramente importanti... (Keith Jarrett, Paris Concert; foto: il lago di Mergozzo in tutta la sua trasparenza, domenica pomeriggio)November 2005 December 2005 January 2006 February 2006 March 2006 April 2006 May 2006 June 2006 August 2006 September 2006 October 2006 January 2007 October 2007 December 2007 March 2008 October 2008