...massì, felice, sono felice! Stasera! Una giornata così bella, su è giù in treno per la valle, la sera ritorno nella calda Torino, nella quale mi sento sempre più casa mia. E quello che me la fa sentire tale è che è stata il punto di partenza per molti viaggi, fino a Milano a trovare moeck o owfax, o come oggi. Per troppi anni sono rimasto confinato in questo appartamento, memorabili le nebbiose domeniche di un novembre di qualche anno fa che trascorrevo leggendo "Il mestiere di vivere"... quello che è avvenuto nel frattempo, le persone che ho conosciuto e frequentato, sono cambiato; il risultato naturalmente è proporzione del punto di partenza, ma le mie scorribande sull'asse Torino-Milano, che faranno sorridere chi è abituato a ben altro, per me vogliono dire la libertà di fare quello che voglio in autonomia, senza dover render conto a nessuno di quello che faccio dove sono e con chi sono, un'estensione di quando, alla casa natia, prendevo la bicicletta per farmi una sessantina di chilometri in montagna e salire, salire lontano, con le mie gambe. E infatti l'orgoglio è ancora quello, ma adesso provo anche altre sensazioni, quando andavo in montagna la laurea era lontana, sebbene fuori tempo massimo ero sempre ossessionato dagli esami per cui cercavo di studiare e ingabbiato nei rigidi schemi paterni. Ora provo tutto un altro piacere, una sensazione di libertà, di avere in mano la mia vita, quasi. Tornavo e in treno ero così felice di questo che guardavo il tempo cambiare, dal sole alla pioggerellina umida che fa cambiare colore all'erba secca, alla pioggia forte al sole di nuovo, con la sensazione di essere anch'io parte di quella natura, gioiosa, piena com'era il vento, fortissimo, nel pomeriggio mentre in macchina tornavamo in stazione. E' tutto un mondo di sensazioni che riesco a gustarmi in modo così intenso ora perchè me ne ero finora privato, a volte penso che sia come nascere di nuovo ogni giorno, ogni volta che posso provare tutto questo. Passo col treno davanti ad una grossa fabbrica in cui ho fatto un colloquio un mese fa e penso che la mia consapevolezza è fatta di luoghi, avere in mano il pezzo di carta che mi ha permesso di varcare quella soglia nelle vesti di candidato all'assuzione, entrare in quel tempio e prima ancora in altri, altrettanto impressionanti al mio immaginario, primo fra tutti l'imponente istituto di anatomia e soprattutto la sala anatomica, dove il primo anno presentando la carta d'identità ce ne tornavamo un po' divertiti con un sacchetto di ossa umane da ricomporre, e poi però vennero le sezioni vere ed era molto meno divertente, e a dire la verità sono proprio contento che tutto questo sia finito perchè mi ispirava solo cupi pensieri sul significato della vita, e della mia in particolare, che non avevo chiesto di fare quelle cose. Qualcosa di bello c'era, l'anatomia insegnata dal professor Rosate che brandendo una lungha canna di bambù segnava il tunnel carpale era bella e quasi folkloristica, interessante per me quanto, che so, la zoologia sistematica. E intanto ascoltavo il Concerto n.23 di Mozart eseguito ieri sera da Stanislav Bunin con l'orchestra della Rai diretta da Christopher Hogwood, accoppiata imprevedibile e dal risultato stimolante e bellissimo, musica vivace e profonda che mi ha accompagnato in questo viaggio della mente, e nel passato. Riuscissi a mettere via un po' dell'ottimismo che mi pervade in questo momento... (foto: il ponte Balbis al tramonto, la settimana scorsa).November 2005 December 2005 January 2006 February 2006 March 2006 April 2006 May 2006 June 2006 August 2006 September 2006 October 2006 January 2007 October 2007 December 2007 March 2008 October 2008