Quando un paio di anni fa ho ricominciato a correre, correvo dieci minuti e poi stretching, di più la ragazza con cui allora stavo preparando gli ultimi esami non ce la faceva, e comunque ricordo che andammo avanti per diversi mesi incrementando gradualmente, ma sempre molto sotto le mie possibilità. Imparai così un modo diverso di correre, dosando le forze, graduale, completamente diverso da quando correvo da solo, sempre come un forsennato dall'inizio alla fine. Una domenica, inattesa, arrivò a casa mia in tuta, andammo come al solito sul lungoPo ma non ne aveva tanta voglia, la corsa finì presto per diventare una lunga passeggiata, sul ponte a guardar giù i canottieri e tutt'intorno bambini vocianti e famigliuole, ma io mi sentivo così in pace con lei vicina, era così bello... "capita a tutti di perdere un amore. Ogni volta che succede a me, mi scarico correndo, perchè così butto via tutti i liquidi dal corpo, e non me ne restano più per le lacrime" (Hong Kong Express) ...quell'amicizia fu l'inizio di una vera e propria rinascita, allora era quella la mia massima intimità con un essere dell'altro sesso e se ora posso permettermi di ricordare quella giornata e l'importanza che le diedi con un sorriso indulgente è perchè dopo è andata meglio. Anche quest'anno ho ricominciato a correre, prima piano e con fatica, poi anche due - tre giorni consecutivamente, per una buona oretta. Beh, l'oretta comprende anche una pausa a metà percorso per un quarto d'ora di stretching, mentre in realtà aspetto che passi qualche fanciulla in direzione opposta per accodarmi, nell'evidente illusione di un approccio (come si fa ad attaccare discorso con una ragazza mentre corre? l'altro giorno una si è anche fermata, anch'ella sotto il ponte a fare stretching, io dopo un po' gambe in spalla ho fatto retrofront e ho ripreso a correre :) ...comunque, è bello quando il fisico inizia a rispondere, ormai "digerisce" il percorso che faccio e non faccio più molta fatica, posso tranquillamente portarmi dietro le cuffie e oggi ascoltavo all'andata il terzo di Rachmaninov splendidamente suonato da Pletnev e "Certi angoli segreti" di Enrico Rava con Stefano Bollani; e al ritorno, questa interessantissima lezione di Ramachandran sull'arto fantasma (che bella l'idea di rendere disponibili le Reith Lectures: questo è servizio pubblico!). Non essendo spossato al ritorno, mi sono permesso di passare a prendere il kebab e di andare a mangiarlo a casa dell'amico Josh, con cui abbiamo parlato dell'insipienza dei localini trendy e della consapevolezza (di ciò) delle persone che li frequentano; dopodichè siamo usciti a passeggiare (era pur sempre sabato sera! :), un gelato e poi dentro alla Feltrinelli aperta di sera, anche se siamo stati cacciati fuori molto in anticipo sulla mezzanotte prevista di chiusura; sull'orologio fuori dalla libreria, d'altronde, campeggiavano le undici meno venti, e "Cappuccetto rosso e gli insoliti sospetti" doveva iniziare a mezzanotte nel cinema attiguo; il tempo di tornare a casa (lì a due passi) a berci un po' d'acqua ghiacciata (io), con dello sciroppo di malto (lui); tornati al cinema, non ci fecero più entrare: una fiumana di gente usciva, e noi a ritroso, e a fatica capimmo che quell'orologio era in realtà indietro di un'ora (era già l'una, spettacoli finiti). Serata economica (3.50 per il kebab e 1.30 per il gelato), e divertente. (foto: il tratto del lungoPo davanti a quel ponte, quest'inverno)November 2005 December 2005 January 2006 February 2006 March 2006 April 2006 May 2006 June 2006 August 2006 September 2006 October 2006 January 2007 October 2007 December 2007 March 2008 October 2008