Quando il bambino era bambino...

...se ne andava a braccia appese. Voleva che il ruscello fosse un fiume, il fiume un torrente, e questa pozza il mare. Quando il bambino era bambino, non sapeva d'essere un bambino. Per lui tutto aveva un'anima, e tutte le anime erano tutt'uno. Quando il bambino era bambino, su niente aveva un'opinione. Non aveva abitudini. Sedeva spesso a gambe incrociate, e di colpo sgusciava via. Aveva un vortice tra i capelli, e non faceva facce da fotografo. Quando il bambino era bambino...

Friday, May 12, 2006

 
La verità è che ho preso dallo scaffale Sussurri e Grida la settimana scorsa, ne ho visti cinque minuti e poi ho spento, e non sono riuscito a tornarci sopra. Nel frattempo mi sono rivisto Risvegli, Noises Off (Rumori fuori scena) e, per la prima volta, The Big Lebowsky. Lunedì sono stato a trovare un mio lontano cugino, insegnante di italiano, appassionatissimo di etimologia. La domanda che ponevo a lui era la stessa che faccio a tutti in questi giorni, se dopo dieci anni di grande città (se Torino può essere una grande città) mi trasferisco di nuovo in provincia, in valle, riuscirò a sopportarlo? Lui diceva che sì, alla mia età ha fatto questa scelta e non se n'è mai pentito, però poi diceva che così poteva stare vicino ai genitori e per un figlio unico è importante perchè invecchiano e non staranno sempre bene, e il suo appartamento poco illuminato era pieno di mobili antichi e dipinti del seicento, era circondato di cose vecchie, a lui piace così ma io non riuscivo ad apprezzare l'atmosfera. Hai voglia a dirmi che anche lì in provincia si trovano persone interessanti, io immagino un repertorio di tipi umani limitato e giocoforza simile a quelli che ho conosciuto nella mia infanzia. Poi c'è l'altro lato della medaglia, quando ripercorrendo con la mente il paesino dove andrei ad abitare, penso alla strada che porta alla stazione, alle scritte sui muri che ricordo ancora così bene, in quella strada che facevo tutte le settimane andando e tornando dalla scuola di musica. Non sono solo queste le cose, ma per dare un'idea. Sono cambiato molto e specialmente negli ultimi due anni, il mio interesse si è spostato dalla musica, attraverso i film, dalle persone dei film alle persone reali che ci sono attorno a me, mi sono risvegliato e ho paura, venendo a mancare questi stimoli continui, di regredire, tornare il solitario e introverso amante dell'arte che ero quando ho lasciato questi luoghi. L'alternativa è tra altri due anni all'università e un interessante lavoro a tempo indeterminato nella valle in cui sono cresciuto. Devo capire se sono pronto per diventare adulto o è meglio restare ancora un po' tra le braccia rassicuranti della scuola, e se riuscirò a godere i vantaggi del vivere lassù, senza perdere i contatti e la vivacità culturale di cui ho goduto, anche se solo in parte, qui a Torino. In teoria, in teoria è perfetto, la splendida rigogliosa natura e le mie montagne, un pianoforte e i luoghi della memoria, e poi via, lontano, verso concerti e persone. Non mi adagierò poi? I genitori vicini, castranti... e un modo di ragionare superficiale, e per niente innovativo, di persone che hanno visto poche cose e con quelle valutano il loro mondo. Eppure, gli artisti americani popolano ben la campagna toscana, e allora? E poi torna fuori il mio lato sovversivo, fino a pochi mesi fa ero una larva che rinviava ogni giorno la spedizione dei curriculum, tornavo a casa per fare lezioni di guida con mio padre (ideale, per far crescere un bel rapporto come il nostro) ed ero contento se potevo dirgli di una lettera di cortese rifiuto, vivevo alla giornata tanto per avere qualcosa da dirgli, e adesso che mi sono andati bene tre colloqui e mi piombano offerte da destra e sinistra dovrei sentirmi realizzato, al culmine del mio percorso di studi, laurea con frode ed ecco i vantaggi, mi chiamano e con la mia faccia tosta faccio pure bella figura e vogliono assumermi. Ma io tre mesi fa volevo fare il panettiere, e non è che sentirmi inserito nel sistema, pronto a soppesare i centomila euro in più di un contratto rispetto ad un altro mi faccia sentire particolarmente realizzato. Continuo a non capire, si esige di più perchè uno ha studiato e il lavoro è duro e bisogna produrre, e senza sbagliare nulla, ma per cosa dovrei farlo, è per una soddisfazione personale vogliono convincermi. Il grande Lebowski aveva capito tutto. (foto: il lungoPo una mattina di due settimane fa)

Comments:
> pronto a soppesare i centomila euro
> in più di un contratto rispetto ad
> un altro

Caspita, questo non ce lo avevi detto!

Stamattina sfogliavo Repubblica on-line e mi sono imbattuto, all'interno del primo di una serie prossima di articoli di Baricco "alla ricerca dei nuovi barbari", in questa calzante citazione - calzante per noi - lui l'ha buttata lì a caso:

"L'uomo non ha una sola e identica vita; ne ha molte giustapposte, ed è la sua miseria".
(Chateaubriand)


E chiosa, il Baricco: "Spesso suonano così: qualsiasi boiata dicano, tu ci credi. Apodittiche, per dirla nella lingua di quelli che respirano con i polmoni."

Ma poco più sotto, il Baricco pare rispondersi da solo: "Anima candida!, direbbe Vonnegut, con il punto esclamativo."

Trovo che a leggerlo in filigrana Baricco sia involontariamente comico, a parte Chateaubriand che aveva terribilmente ragione.
 
a parte le migliaia di troppo :), in effetti, ero molto più spensierato una decina di giorni fa, quando avevo una sola possibilità...
 
Seti a me, non stare a sentire quello che ti dice il cuginetto !
maw
 
Pigliati i centomila, lavora per il tempo del contratto, poi te ne vai a fare il panettiere (coi centomila). Piano perfetto. Lo farei pure io, ma mi mancano i centomila. (io però farei il contadino)
 
phelino: non mi è neppure passato per la testa! il suo consiglio sui genitori inficiava tutto il ragionamento...

zeuse: purtroppo i centomila stanno solo nella mia testa :) ah già ricordo la passione tua per le pecore...
 
a chi è che non piacciono le pecore?! :D
 
naturalmente io mi riferivo a queste (post del 13 luglio :)
 
se se, te sei un paraculo! E pure porco! E fai bene! Ahahaha
 
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