Il treno era pieno, ma nessuno sembrava badargli. Solo un tale, seduto di fronte a lui, lo fissò per un attimo. Si sentì a disagio. Per distrarsi, decise di mettersi a leggere un libro, ma quando aprì la borsa vide per prima cosa gli asciugamani della sera precedente. Li spinse da parte e trasse a caso il primo libro che gli capitò fra le mani; era una raccolta di saggi di Bacone, incomprensibili. Si trattava di una misera edizione non rilegata, del tutto inadeguata al grande filosofo. Non aveva pensato di leggere quel libro in treno, ma aveva dimenticato di metterlo nella valigia grande e, all'ultimo momento, lo aveva buttato insieme con altri due o tre volumi sul fondo della borsa; sfortunatamente, ora ne era emerso. Lo aprì a pagina ventitrè. Era sicuro che comunque non sarebbe riuscito a leggere niente e non aveva nessuna voglia di affrontare Bacone; ma ad ogni buon conto, aprì il libro con il rispetto dovuto e fece scorrere lo sguardo sull'intera pagina. Davanti a questa pagina ripercorse tutti gli avvenimenti della sera prima. Chi era quella donna' Esistevano dunque al mondo persone come lei? Donne che potevano essere così tranquille e disinvolte? Era per ignoranza o per sfrontatezza? O per ingenuità? Si era fermato troppo presto per poter capire. Avrebbe dovuto spingersi più avanti ma gli era mancato il coraggio. Quando, al momento di lasciarla, si era sentito dire che era un pauroso, era rimasto senza parole, come se la donna avesse messo a nudo tutta la debolezza dei suoi ventitré anni, intuendo ciò che neppure le persone più vicine a lui avrebbero potuto indovinare. Sanshiro si sentì di nuovo avvilito, come se avesse ricevuto una batosta dal primo sconosciuto. Sentiva di non aver giustifiaczioni, era umiliato anche davanti alla pagina ventitré dei saggi di Bacone. Non avrebbe dovuto agitarsi tanto. In fondo, era uno studente universitario, una persona colta. Con una maggiore personalità se la sarebbe cavata. Forse, ogni volta che una donna si fosse comportata in quel modo, lui, nonostante la sua cultura, non avrebe reagito diversamente. Ciò significava che non gli sarebbe stato facile avvicinare una persona dell'altro sesso. Era un pusillanime, un incapace. Era quasi come se fosse nato deforme. Eppure... (Natsume Soseki, "Sanshiro", ed. Marsilio). Giorni che passano veloci, finalmente vivendo. E tutto grazie ad una persona che riesce a farmi fare centoventi chilometri con un raffreddore da cavallo per portarmi di notte a vedere un monastero sulla montagna durante una tormenta di neve, peccato davvero non avere con me la macchina fotografica. Sono un fifone e la strada innevata mi faceva paura, ma la neve che veniva incontro ai fari della macchina, nebbia fitta tutt'intorno, meritava. E tossivo, normalmente con quel raffreddore sarei stato a casa a dormire, ma per una volta mi sono reso conto che sarei stato uno stupido a rifiutare, era un invito importante, ed è finita che dopo una notte fuori casa mi sono svegliato che stavo meglio. Erano almeno cinque anni che non dormivo fuori casa, e invece sono stato benissimo, tutte le mie paure fugate. Che bello avere qualcuno che ti vuole bene, anche se in un modo tutto suo. Poi ho preso tra le mani una bambina di dieci giorni, con delle espressioni del volto che facevano tenerezza. E alla fine della giornata una passeggiata, appena in tempo per vedere le nuvole che si aprono improvvisamente, sarei rimasto lì per sempre a guardare le montagne innevate alla luce tiepida del tramonto. Sii propositivo, mi raccomando. Lo sarò, ne ho proprio voglia e chissà che qualcosa di buono tra noi due non possa succedere, ancora. E poi, trecento chilometri in treno, per arrivare a casa dei miei la sera tardi, dalla stazione a piedi, buio e neve tutt'attorno, nelle cuffie Omara Portuondo che cantava "Veinte Anos", poi mio padre perchè non sei arrivato prima, e oggi di nuovo una giornata su e giù per le strade della mia valle, prima volta che metto la quarta e primo sorpasso in rettilineo (ad un apecar :) ...in tutto centottanta chilometri alla guida, e poi altrettanti in treno, e ritorno a casa. A mio padre piace farmi da istruttore di guida, non c'è che dire, meglio così.November 2005 December 2005 January 2006 February 2006 March 2006 April 2006 May 2006 June 2006 August 2006 September 2006 October 2006 January 2007 October 2007 December 2007 March 2008 October 2008