Quando il bambino era bambino...

...se ne andava a braccia appese. Voleva che il ruscello fosse un fiume, il fiume un torrente, e questa pozza il mare. Quando il bambino era bambino, non sapeva d'essere un bambino. Per lui tutto aveva un'anima, e tutte le anime erano tutt'uno. Quando il bambino era bambino, su niente aveva un'opinione. Non aveva abitudini. Sedeva spesso a gambe incrociate, e di colpo sgusciava via. Aveva un vortice tra i capelli, e non faceva facce da fotografo. Quando il bambino era bambino...

Thursday, January 19, 2006

 
Ma tu non hai mai problemi di linea? Oggi pomeriggio cinque fettine di lardo sul pancarrè, cinque minuti nel forno, mmh che buono. Stasera pasta al tonno e alle olive, ma non ha più lo stesso gusto, chissà se sbaglio qualcosa io nella ricetta, o se sono gli ingredienti. Magari sono le olive del GS, a volte questi prodotti cambiano gusto così da un momento all'altro, come le crostatine al cioccolato che erano buonissime e adesso sono troppo dolci. Eppure sono le uniche olive che riesco a spaccare con le dita, prima di farle passare sotto l'acqua bollente e buttarle in padella col tonno. Non riesco a togliermi dalla testa Michel Petrucciani che suona September Second a Stoccarda nel 1998, quell'inizio ostinato alla mano sinistra, cosa riesce a fare con quella mano, poi entra la destra e l'accompagnamento diventa morbido, felpato... non ci sono due battute uguali, è un incredibile esercizio intellettuale questo pianista, poi quelle digressioni in maggiore, il culmine ossessivo con il batterista Steve Gadd, e alla fine quella nota grave al piano. E c'è un altro brano nel video, Guadelupe, ancora più strabiliante, in cui Petrucciani per tutto il primo minuto fa musica solo con la mano destra, e lo stesso il ritmo è così trascinante che sembra mettersi a ballare, lui, sul seggiolino. E io ricordo, quest'estate in collegio solo noi due, con la finestra aperta su quel palazzo in cantiere e il profumo della sera, preparava da mangiare. Chiacchieravamo, e sembra passato così tanto tempo.

Comments:
Scusami, ma quando ho letto "...a volte questi prodotti cambiano gusto, così, da un momento all'altro..." non ce l'ho fatta a trattenermi....

"A mille ce n'è / nel mio cuore di fiabe da narrar [da narrar!]/ venite con me / nel mio mondo fatato per sognar [per sognar!]" non so chi se la ricorda, ma esisteva una raccolta di fiabe su cassetta che iniziava con 'sta canzoncina : ecco, a me torna in mente ogni volta che MD apre la porta del frigo
" 'C'era una volta...' il Cantafiabe dirà, ed un'altra favola comincerà" : si spalanca la porticina bianca e ti si apre un mondo, un universo parallelo in cui le spore la fanno da padrone.
Ammesso e non concesso di sopravvivere alla nube di gas nocivo (un astuto antifurto, come sostiene lui, e non il prodotto della biosintesi di migliardi di organismi monocellulari, come sostengo io) farete la conoscenza con i numerosi & (molto) datati avanzi di MD e tanti piccoli amichetti (leggasi : muffe) che passano la loro spensierata esistenza tra un cartoccio del latte scaduto ("tanto fino a 2-3 giorni dopo si conserva!"), un mezzo insaccato abbandonato da Annibale durante la 2^ Guerra Punica, un tonno pescato personalmente dal Capitano Findus quand'era giovane e le mitiche "Pietanze di Casa (TM)", che magari il giorno dopo averle portate giù dai monti son buone, ma 6 (sei) giorni dopo se non le hai ancora mangiate escono dal frigo da sole e si mettono sul tavolo apparecchiato.
E il bello è che quando gli dici 'Minchia, ma 'sta roba da quanto ce l'hai lì????' ti guarda come se lo stessi insultando : 'E' freschissima!' (nel frattempo bollicine di fermentazione vengono a galla nel barattolo) 'l'avrò aperta al più ieri...beh, forse l'altro ieri.....oh, ma quante storie! se la tieni in frigo la roba è buona anche dopo una settimana!'.
Una per tutte, passata ormai nella leggenda (lo sai cosa sto per raccontare, vero? *g*) : una sera, guardandosi attorno affamato alla ricerca di qualcosa di identificabile come "cibo" spalanca il 'cassetto' delle verdure, vedo che il suo sguardo si illumina di gioia e con espressione trionfante tira fuori una specie di grumo verdastro e ammuffito.
Era un finocchio.
Io faccio un'espressione schifata e gli dico 'Non vorrai mica mangiarlo, vero?', e lui 'Perchè? Guarda!' (levando il primo strato di putridume) 'basta togliere le prime foglie ed il resto è ancora buonissimo!'.
Quella sera arrivai a capire l'origine di molti dei problemi digestivi di MD.

Al di là di questi ameni dettagli capita anche a me: rimetto insieme gli ingredienti di un momento piacevole e il sapore manca... perchè non ci son più le stesse persone, o quelle persone son cambiate.

Eh.
 
Tanto lo sapevo che il frigo prima o poi l'avrebbe tirato fuori. In certi alimenti la data di scadenza è puramente indicativa, ad esempio ho mangiato tranquillamente della farina da polenta scaduta da un paio d'anni senza problemi di sorta. Naturalmente Josh esagera, muffe non ne ho mai viste nel frigo. Però effettivamente una volta ha trovato nella mia credenza dell'olio di semi scaduto nel 1997 (ed eravamo già nel 2002).
 
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