Ed è andata poi bene, molto bene. Con i miei addirittura orgogliosi. Emozionati. Un docente in commissione che si mette a discutere per farmi avere un punto un più. Adesso non dubitate della mia sanità mentale, ma fin dal primo esame a chimica ho avuto la sensazione di essere fortunato, come se ad un tratto, dopo gli anni bui di medicina, la ruota avesse davvero girato e io mi trovassi in alto. E la fortuna ha continuato a manifestarsi puntuale, ad ogni esame, fino alla laurea. Piuttosto mi viene da pensare sul perchè, una o più persone abbiamo creduto in me al punto da discutere per quel punto in più, che a me fa piacere, certo, ma se avessi dovuto discutere io avrei lasciato perdere. Perchè è così importante? Anni bui, quelli di medicina, in cui avevo disimparato a studiare, mi presentavo agli esami senza essere riuscito a leggere più di un capitolo. L'amarezza, l'incapacità di affrontare quella crisi mi hanno lasciato questa disillusione che mi impedisce di gioire completamente ora, e in particolare oggi. Era così difficile, come ora sono orgogliosi di me, accettarmi allora, cercare di capirmi? Che poi a molti è andata infinitamente peggio, ma evidentemente questa cosa non l'ho comunque mandata giù. E' un giorno importante, ma solo in superficie. E poi, perchè prendersi così a cuore la mia posizione da volermi dare quel voto in più? Un gesto di affetto? Sarebbe importante per un giovane il cui futuro dipendesse da un buon voto di laurea, ma io ho ormai da tempo messo agli atti la mia incapacità ad occuparmi di cose più grandi, ad avere delle ambizioni. Come mai salta fuori qualcuno che ci crede? Io so quanto so. Magari non so quanto valgo, ma conosco le mie lacune. Per questo questa giornata, che apparentemente segna un riscatto totale dalla mia condizione di eterno studente inconcludente e cresciuto nella bambagia, di fronte a mio padre che si è subito persino i peana dei docenti nei miei confronti, mi scivola in realtà sopra come pioggia. E poi, laurea in chimica. Se ci penso, è come se parlassi di qualcun altro: interessante, da piccolo mi piaceva la chimica, mi piacevano i minerali. Ma non sono mai riuscito a legare quel bambino allo studente di oggi, ho infilato una serie di esami e mi sono laureato, ma la materia mi è fondamentalmente estranea, e la passione che mi guidava da piccolo, non l'ho più ritrovata. C'è indubbiamente dell'altro, la crisi a medicina era legata alla paura di assumermi la responsabilità, di prendermi carico del paziente. Questo, assieme al rapporto con la morte e il dolore, mi deve aver segnato mica poco. Credo che sia giunto il momento di affrontare tutto questo. Perchè ho già trent'anni, e vivo male. E faccio star male e metto in fuga le persone che ingenuamente si interessano a me. E la mia vita non mi basta. Vorrei poter fare cose diverse. Stasera sul tram, con la mia giacca e cravatta, mi sentivo particolarmente ganzo, e siccome era affollatissimo sono finito faccia a faccia con una ragazza graziosissima, faccio fatica a darle un'età, ma aveva un volto fantastico, e per di più mi sorrideva imbarazzata, come per scusarsi di starmi così addosso. Mi sarebbe piaciuto tanto osare di più, parlarle. In fondo, capita spesso che le ragazze che mi conoscono apprezzino chiacchierare con me. Solo che ne conosco troppe poche. In un mondo ideale dovrei andare il più possibile a feste in cui mi troverei a mio agio, ma appunto io odio queste cose. Da qualche parte bisognerà pur cominciare, tra qualche anno sarà troppo tardi. E dire che questo è un post ottimistico :) (Bach, Fantasia e Fuga in sol minore BWV 542, Anton Heiller).November 2005 December 2005 January 2006 February 2006 March 2006 April 2006 May 2006 June 2006 August 2006 September 2006 October 2006 January 2007 October 2007 December 2007 March 2008 October 2008